lunedì 15 luglio 2013

"non ci sarà vero dialogo se ciascuno non mette sé stesso in discussione e non è disposto a cambiare attraverso il confronto. Un dialogo in cui i partecipanti si ritrovino alla fine nelle stesse posizioni di quando erano partiti è un fallimento"
(Ermanno Bencivenga, Parole che contano, ed. Mondadori, Milano, 2004, p.58)

martedì 22 maggio 2012

MUSICA e LINGUAGGIO

Ascoltiamo la radio, partecipiamo ad un concerto...cantiamo una canzone che ci pone delle domande...la musica come può essere utilizzata per facilitare il dialogo ?  In quali contesti ?

domenica 13 maggio 2012

QUANDO E' DIFFICILE OTTENERE ASCOLTO: COME COMUNICARE E DIALOGARE CON I GENITORI E CON GLI INSEGNANTI ?

Le domanda è stata proposta e ripetuta con variazioni da un gruppo di alunne nel dibattito in conclusione del Convegno.
Alcune proposte:
- Quando parlare sembra difficile...si può provare a scrivere una lettera 
- Immaginate di essere voi i genitori oppure gli insegnanti: perchè è difficile l'ascolto ?

(però se si potesse realizzare una comunità di ricerca con alunni, genitori, insegnanti...seduti in cerchio per dialogare...forse i risultati sarebbero sorprendenti !)

lunedì 7 maggio 2012

9) COMUNICAZIONE e DIALOGO

Comunicazione e Dialogo...due parole che troppo spesso vengono confuse. I loro significati si sovrappongono anche perché comunichiamo e proviamo a dialogare cercando l'attenzione e l'ascolto degli altri ?

sabato 28 aprile 2012

8) L' UTILIZZO DEI SOCIAL NETWORK


Spesso si tende a demonizzare l’uso che i giovani fanno di internet e a colpevolizzare l’abuso dei social network , motivo e causa di tanto tempo perso in inutili chiacchiere. Chat , messanger, Facebook, twitter sono modi diversi per tenersi in contatto e scambiare  impressioni. I ragazzi si innamorano via web e via web troncano i loro rapporti, anche quelli di amicizia. Inutile dire quindi che una parte della loro comunicazione, delle loro reti di contatti e molta della loro vita sociale si serve di questi mezzi. La scuola si trova spesso a disagio nei confronti della accettazione o meno dei medesimi e spesso se ne chiede l’oscuramento persino nei laboratori di informatica onde impedirne l’uso. Altri docenti invece se ne servono come mezzo per arrivare ad una comunicazione capillare e continua coi propri allievi, per forum ,dibattiti on line, per inviare compiti , per condividere idee o per programmare attività.
I ragazzi, questi ‘nativi digitali’ , sembrano stupiti positivamente che qualche insegnante sia così ‘moderno’ e spesso si nota un rapporto e una interrelazione migliore quanto più si condividono questi stessi strumenti: Lei cosa ne pensa? 

7) IL CONTRATTO CON GLI ALUNNI

Nella comunicazione docenti-alunni è importante che l’insegnante si dimostri disponibile e coinvolga gli studenti nella scelta di alcuni argomenti da affrontare, nei criteri di valutazione, nelle modalità di recupero…o questo può essere rischioso perché i ragazzi potrebbero interpretare questa apertura come debolezza o insicurezza del prof?

6) AGGRESSIVITA'

Come evitare atteggiamenti di eccessiva aggressività o, al contrario, di eccessiva chiusura che alcune volte gli alunni manifestano di  fronte a un  richiamo degli insegnanti o all’insuccesso scolastico?

5) GLI ALUNNI IMMIGRATI


Molti studenti stranieri non si sentono abbastanza accolti  nelle classi dove sono inseriti. Questo determina in molti casi il loro insuccesso scolastico, anche a causa di un’inadeguata conoscenza della lingua.
Avete qualche consiglio pratico per i docenti e per gli alunni su cosa è meglio fare o dire per non evitare la comunicazione con i nuovi arrivati?

venerdì 27 aprile 2012

4) IL DIBATTITO IN CLASSE

Il dibattito e la discussione guidata in classe sono strumenti preziosissimi che permettono di stabilire un rapporto di ascolto reciproco all'interno del gruppo classe. I ragazzi sono chiamati a confrontare le proprie idee, a rispettare le posizioni diverse, ad esprimere le proprie opinioni e devono imparare a non dare giudizi affrettati. L'uso di tale strumento ha dimostrato che nelle classi dove maggiormente viene praticato c'è più coesione, più condivisione delle esperienze e più capacità di ascolto dei bisogni e dei problemi tra gli alunni. Inoltre si crea una atmosfera serena, un clima di accettazione: dove nessuno viene giudicato e tutti hanno il diritto di parola è più facile comunicare ed è più bello imparare. Ne giova il rapporto tra i membri del gruppo classe e quello tra docente e discenti. Inoltre c'è una ricaduta positiva anche sul rendimento scolastico, strettamente didattico: se a scuola si va contenti, se in classe ci si sta con piacere si ha più motivazione allo studio e maggiori gratificazioni. Anche le valutazioni e i risultati finali risentono positivamente di una siffatta impostazione. Cosa ne pensa lei al riguardo?

3) GLI ELABORATI DI ITALIANO


I ragazzi, si sa, non amano confidare le proprie ansie paure, emozioni, delusioni, progetti o aspettative ai genitori. Ma è anche vero, e l'esperienza quotidiana lo insegna, che gli adolescenti hanno molto bisogno di parlare, di confidarsi, di essere ascoltati. Chi ne ha la possibilità, come i docenti di italiano, spesso utilizza temi e composizioni a questo scopo. Gli alunni non sono restii a mettere nero su bianco le loro emozioni, non si negano e non si nascondono anzi spesso si aprono e usano la pagina come strumento, quasi fosse una valvola di sfogo: i ragazzi si sentono protetti e possono liberamente esprimersi. Questo tipo di comunicazione va rispettato, mai tradito, anzi caldeggiato proprio perché terapeutico per gli alunni e utile all'insegnante a stabilire una sorta di complicità che permette di avvicinare caratteri che, difficilmente, si lascerebbero guidare nell'esplorazione della loro sfera relazionale. Ci sono degli argomenti da preferire? Altri da evitare? è meglio insistere sugli aspetti più problematici o meglio lasciar correre? Queste sono le domande che di solito mandano in crisi il docente che, diventato un punto di riferimento, non può permettersi di fare passi falsi. Con quali strumenti può essere supportata la classe (docente e alunni) in questo suo percorso di avvicinamento? Quali consigli si possono dare agli insegnati per migliorare o creare un dialogo propositivo ?

2) IL LAVORO DI GRUPPO

Il lavoro di gruppo in una classe o anche a casa non sempre è facile. Qualcuno tende a fare tutto e altri vivono di rendita e lasciano che siano i compagni più attivi a darsi da fare. Anche i docenti, molte volte, evitano di assegnare lavori di gruppi per evitare che "siano sempre i soliti a lavorare" . Un miglioramento del dialogo all'interno di una classe può migliorare questo aspetto dell'attività scolastica?

1) LA MANCANZA DI AUTOSTIMA

Malgrado la maggior parte dei ragazzi viva in una condizione di maggior benessere materiale e malgrado la scuola sia diventata molto più "facile" e tollerante, assistiamo anche ad un aumento continuo del livello di infelicità e di disagio emotivo nella popolazione in età scolare, soprattutto a causa della mancanza di autostima. Una corretta comunicazione tra alunni e insegnanti e tra alunni, può aiutare il rafforzamento dell'autostima? Quali i suoi suggerimenti?