I ragazzi, si sa, non
amano confidare le proprie ansie paure, emozioni, delusioni, progetti o
aspettative ai genitori. Ma è anche vero, e l'esperienza quotidiana lo insegna,
che gli adolescenti hanno molto bisogno di parlare, di confidarsi, di essere
ascoltati. Chi ne ha la possibilità, come i docenti di italiano, spesso
utilizza temi e composizioni a questo scopo. Gli alunni non sono restii a
mettere nero su bianco le loro emozioni, non si negano e non si nascondono anzi
spesso si aprono e usano la pagina come strumento, quasi fosse una valvola di
sfogo: i ragazzi si sentono protetti e possono liberamente esprimersi. Questo
tipo di comunicazione va rispettato, mai tradito, anzi caldeggiato proprio
perché terapeutico per gli alunni e utile all'insegnante a stabilire una sorta
di complicità che permette di avvicinare caratteri che, difficilmente, si
lascerebbero guidare nell'esplorazione della loro sfera relazionale. Ci sono
degli argomenti da preferire? Altri da evitare? è meglio insistere sugli
aspetti più problematici o meglio lasciar correre? Queste sono le domande che
di solito mandano in crisi il docente che, diventato un punto di riferimento,
non può permettersi di fare passi falsi. Con quali strumenti può essere
supportata la classe (docente e alunni) in questo suo percorso di
avvicinamento? Quali consigli si possono dare agli insegnati per migliorare o
creare un dialogo propositivo ?