Spesso si tende a demonizzare l’uso che i giovani fanno di internet e a colpevolizzare l’abuso dei social network , motivo e causa di tanto tempo perso in inutili chiacchiere. Chat , messanger, Facebook, twitter sono modi diversi per tenersi in contatto e scambiare impressioni. I ragazzi si innamorano via web e via web troncano i loro rapporti, anche quelli di amicizia. Inutile dire quindi che una parte della loro comunicazione, delle loro reti di contatti e molta della loro vita sociale si serve di questi mezzi. La scuola si trova spesso a disagio nei confronti della accettazione o meno dei medesimi e spesso se ne chiede l’oscuramento persino nei laboratori di informatica onde impedirne l’uso. Altri docenti invece se ne servono come mezzo per arrivare ad una comunicazione capillare e continua coi propri allievi, per forum ,dibattiti on line, per inviare compiti , per condividere idee o per programmare attività.
I ragazzi, questi ‘nativi digitali’ , sembrano stupiti positivamente che qualche insegnante sia così ‘moderno’ e spesso si nota un rapporto e una interrelazione migliore quanto più si condividono questi stessi strumenti: Lei cosa ne pensa?
1 commento:
I social network, come tutte le cose, hanno aspetti positivi ed aspetti negativi. E come per tutte le cose, la scuola dovrebbe indirizzare i giovani a cogliere criticamente sia gli uni che gli altri. Fra gli aspetti positivi c'è senz'altro la possibilità di dialogo, estesa a una grossa cerchia di potenziali interessati. Che però non necessita in realtà di strumenti di social network: come questo stesso blog dimostra, si può facilmente attuare con strumenti molto più semplici e molto meno invasivi e pervasivi. Il social network (Facebook, Twitter, ecc.) presuppone invece una condivisione più o meno estesa di una massa di informazioni sui propri interessi, le proprie attività, la propria vita privata e non, con un insieme di persone che spesso si definiscono "amici" ma che talvolta si conoscono appena. Questo, se non correttamente capito e ricordato, può portare a conseguenze spiacevolissime, spesso inattese, ed alle quali è ben difficile porre rimedio a posteriori. Non mi addentro nella questione, ma suggerisco il manuale (gratuito) di Paolo Attivissimo, vedasi http://attivissimo.blogspot.it/2012/03/mini-manuale-per-facebook-e-twitter.html , che almeno spiega come difendersi. Ma vi preannuncio che alcuni dei suggerimenti dell'autore saranno difficilmente recepiti da un adolescente. Beh, la scuola dovrebbe essere in prima linea, come scrivevo sopra, nel comprendere e spiegare, non certo nel proibire e demonizzare. Ovvio che non è facile, ma ci sono ottimi insegnanti, per fortuna, e sono certo che molti di loro sono perfettamente in grado di approfondire, capire e far ragionare i ragazzi, che alla fine non chiedono altro.
Posta un commento